Ieri sera serata cinemino, in 12, per andare a vedere Avatar in 3D.
Un breve commento se lo merita, visto che è il film campione di incassi del mondo conosciuto:
Effetti 3D molto belli e realistici. Gli oggetti in primo piano sono un pò sfuocati, ma è “normale”. Certo, gli occhialini danno un pò fastidio dopo 2 ore e 45 di film….
Ambientazione molto bella. Animali strani, foreste, piante, pesci, uccelli, gli avatar stessi. Ben fatti
La trama: una cagata pazzesca. Dopo 2 scene si capisce subito come va a finire il film. E far passare 2 ore e 45 di film per vedere una cosa ovvia e scontata è una vera tortura.
Giudizio finale e personale: 5. Ci fosse stata una storia diversa, si sarebbe preso un 8. Ma così mi ha un pò deluso.
Ora sabato mi toccherà soffrire seduto al cinema vedendo “Paranormal Activity”. So già che mi cagherò sotto dalla paura
Ieri sera, cazzeggiando sul web prima di uscire (piccola parentesi: stamattina mi son svegliato e mi sono dato una pacca sulle spalle da solo. Ottimo risveglio!) ho scovato una piccola perla, che vi dono con tanto ammmmore:
PS: buttate il mouse sulla freccia in basso a destra del player YouTube e selezionate HQ (high quality) che è nettamente meglio
Ieri sera finalmente, dopo quasi due anni, mi sono messo davanti al pc con tutte le buone intenzioni del mondo (e soprattutto senza caffè borghetti) e mi sono messo d’impegno a vedere Saw, l’enigmista.
Esattamente come l’altra volta, a metà film (o forse un pelino prima) volevo spegnere tutto. Sarà pure un triller, ma mi stava scartavetrando i testicoli. Non capisco come mai così tanta gente lo acclami come il miglior film degli ultimi 600 anni.
Ok….c’è il colpo di scena finale che nessuno si aspetterebbe, ma per il resto è…..boh…..secondo me……mediocre. Nulla di incredibile.
Quindi è stato meglio bersi una bottiglia di borghetti l’ultima volta Ora vediamo appena mi arriva tra le mani Saw 2 se il giudizio sul genere cambierà o meno. Ma la vedo dura
Ieri sera nel cazzeggio serale mi sono sparato il doc di Moore (non roger, ma michael) sulla strage di Columbine. Non tanto per gli ultimi allegri fatti di cronaca che ci arrivano da oltre oceano, ma perchè ce l’avevo lì da guardare da un pò.
Più che un documentario sulla strage del colorado (in cui morirono SOLO tredici persone, mica come l’altro giorno dove son morti trentadue studenti), è un bel documentario sullo stato di paura degli USA e sull’unico modo che hanno per ripararsi dalla paura: ovvero comprare armi.
Effettivamente hanno paura un pò di tutto. Moore si meravigliava dei vicini canadesi che vivono con la porta di casa aperta e non chiusa a chiave. Beh pure io ho la porta di casa aperta di solito… La chiudo a chiave solo quando esco di casa e quando vado a dormire (i canadesi manco quando dormono…vabè). Ma a voler ben vedere, ogni telegiornale, ogni intervento dei media americani è basato sulla paura. Dai … solo loro riescono a fare reality sulla polizia che insegue i criminali, sugli inseguimenti in macchina per le strade cittadine con elicotteri, pattuglie, cronisti sul posto. Sono allucinanti.
E poi di che bisogna stupirsi se l’americano medio ti risponde :
“Io tengo le armi in casa per proteggermi. Salto l’intermediario, salto la polizia, faccio da me”.
E se poi ti crea una sorta di “esercito” (corpo militare dello stato dei michigan o come diavolo si chiamava), e girano per i campi vestiti mimetici, con fucili d’assalto, esercitandosi a sparare e a fare esplosivi.
Alla fine Moore giustamente si chiedeva: ma perchè abbiamo così tante armi? Che abbiamo di diverso dai canadesi, dai tedeschi, dagli inglesi?
Siete matti, ecco cosa siete. Siete violenti, appena qualcuno vi fa qualcosa prendete le armi (che sia un fucile, una sedia elettrica o un b52) e vi fate giustizia a modo vostro. Delirio di onnipotenza, ecco cos’è. Vendete le armi nei supermercati accanto al burro di arachidi, spacciandole per armi da caccia (qualcuno mi deve spiegare come fa ad andare a caccia con un fucile d’assalto stile SWAT….), perchè è normale che ognuno faccia da solo.
Ma datevi alla camomilla…..e mettete ’sti fiori nei vostri cannoni
Ieri sera serata cinema al Baff. In cartello c’era un film italiano, “7 km da Gerusalemme”. La trama:
Alessandro Forte è un pubblicitario 43enne che a causa di una grave crisi esistenziale decide di intraprendere un viaggio a Gerusalemme. Giunto nei pressi di Emmaus, Alessandro incontra un uomo che dice di essere Gesù. Al suo iniziale sgomento e scetticismo, segue un intenso legame tra i due uomini, fatto di domande e risposte che porteranno ad un profondo cambiamento nella vita di Alessandro.
La critica ufficiale ne parla come un film che ha fatto “da ponte tra medio oriente e occidente”, come “un percorso interiore del protagonista verso-le-solite-cose-che-si-dicono-in-queste-circostanze”. Invece la critica di Sarbyn afferma:
Pensavo fosse più paccoso il film, visto l’argomento. Invece diciamo che alla fine è quasi volato via
Certe cose erano un pò scontate, soprattutto nei dialoghi tra Gesù e il protagonista, con dei flashback che se uno ha il cervello un pò in pappa fatica un attimo a ingranare
Il protagonista, Luca Ward, non è altro che la voce di Russell Crowe o Keanu Reeves. Ogni volta che c’era la sua voce fuori campo mi sembrava di sentire Neo di Matrix o il gladiatore che parlava con l’imperatore…..
La comparsata di PAOLO LIMITI (essì…proprio lui) era evitabilissima. Ha recitato con l’espressività di un carburatore. Inguardabile
La comparsata della sorella del protagonista, doveva esser molto importante. Invece non ha lasciato il segno. Vi chiederete: e chi sarà mai la sorella del protagonista? E’ una certa Monica Ward, nota doppiatrice e famosa per dar la voce a uno dei personaggi più importanti della storia della televisione (e, credo di poter dire senza esagerare, del mondo intero): ovvero lisa simpsons! Invece, quando recita….parla normalmente Speravo di poter assaggiare per un attimo la mitica vocina stridula della ragazzina con i capelli a punta…e invece fuffa.
Per ultimo, al teatro cinema Manzoni fa troppo caldo.
E, come sempre alla fine di ogni recensione che si rispetti, ecco il mio giudizio con le stelline
Stasera serata relax, e mi sono guardato La 25^ ora, di Spike Lee.
Storia di un piccolo spacciatore di new york (Montgomery Brogan). Che a un certo punto della sua travagliatissima vita va in un cesso, e trova sullo specchio la scritta "Fuck you". Ed ecco i suoi pensieri davanti allo specchio….
Affanculo io ? Vacci tu!
Tu e tutta questa merda di città e chi ci abita.
No, no, no, no, no. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e ridono di me alle mie spalle. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. Ehi! Che ti avevo detto? Che ti avevo detto? Stronzo! Smettila subito! In culo ai Sikh e ai pachistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti, puzzano di curry da tutti i pori. Mi mandano in paranoia le narici. Aspiranti terroristi! E rallentate, cazzo! In culo ai ragazzi di Chelsea con il torace depilato e i bicipiti pompati, che lo succhiano a vicenda nei miei parchi. E te lo sbattono in faccia sul Gay Channel. In culo ai droghieri coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica. Sono qui da diec'anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai russi di Brighton Beach. Mafiosi violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti. Rubano, imbrogliano e cospirano. Tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli ebrei ortodossi, che vanno su e giù per la quarantasettesima, nei loro soprabiti imbiancati di forfora, a vendere diamanti del Sudafrica dell'apartheid. In culo agli agenti di borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell'universo. Quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas-Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora.
Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita. E Bush e Cheney non sapevano niente, di quel casino? Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, all'Adelphia, alla WordsCom! In culo ai portoricani, venti in macchina e fanno crescere le spese dell'assistenza sociale. E non parliamo di quei pipponi dei dominicani: al loro confronto i portoricani sono dei fenomeni. In culo agli italiani di Bensonhurst, con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio. Che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi. Sperano in un'audizione per "I Soprano". In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa! E muovete le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili. Nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo al preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un week-end all'Inferno, e poi gli alleluja degli angeli per tutto il resto dell'Eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi! [...]
In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle case a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue. Dai progetti nel Bronx ai loft di Soho. Che un terremoto gli sbricioli. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.
No.
No, in culo a te, Montgomery Brogan.
Avevi tutto e l'hai buttato via, brutta testa di cazzo!
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