Ormai le news pirate si susseguono giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Salta sempre fuori qualcosa di nuovo, qualche novità ecclatante che rimane sepolta nel porcaio popolato da puttane-golpe-giudici-papponi che popola il panorama dell’informazione. Sono piccole news, che mi sembra comunque il caso di segnalare. Tanto ormai chiunque ne ha piene le palle di legger sempre le solite cose sui soliti giornali, no?
La lobby olandese avrebbe presentato prove false nel corso del processo per incastrare Fredrik Neij. Gli avvocati di Brokep non ci sono cascati
Roma – Avrebbero falsificato documenti da presentare in tribunale per dimostrare il legame tra la triade Svartholm/Neij/Sunde e una presunta società offshore da cui dipenderebbe The Pirate Bay: se confermato, i responsabili di BREIN, lobby pro-major olandese che ormai da tempo cerca di dimostrare la colpevolezza dei tre, rischierebbero grosso.
Ormai le vicende dei Pirati mi appassionano, fin troppo.
Dopo le mille peripezie raccontante anche su questo blog, finalmente una news molto interessate:
The Pirate Bay si trasferisce in un bunker nucleare. Dopo aver girato l’Europa, dalla Svezia all’Ucraina, la sede di Pirate Bay si è spostata in un bunker cibernetico (CyberBunker) che assicura protezione addirittura da attacchi nucleari e bombardamenti a impulsi elettromagnetici.
Mi sembra di aver già detto che, tira e molla, la Rete vince sempre, vero?
PS: sto latitando in questi giorni, lo so….ma sono un pò incasinato e nervoso. Giusto un filo
Nell’eterna lotta tra PirateBay e i colossi della musica, il manipolo di pirati sta piano piano abbandonando la nave. Anche se, da buoni corsari, stanno tenendo in piedi la baracca fino a che è possibile.
Dopo il processo si pensava che un’azienda (non ricordo il nome) potesse acquistare tutto quanto e farne un portale di scambio file a pagamento. Ma tutto è saltato, perchè a quanto pare nessuno voleva metter mano in questa faccenda.
Poi i giudici hanno imposto il distacco dei server, e han traslocato altrove di tutta fretta. Peccato che ora il fornitore di connettività rischia una multa che va da qui ad Oslo, se non si muovono a staccargli di nuovo la spina. Quindi a breve sparirà dal panorama informatico.
Tra l’altro è notizia di ieri che un altro giudice impegnato nel processo che ha condannato la Baia è nel libro-paga della Sony, guardacaso. Appena era stata emessa la condanna, era stato fatto notare che un giudice era considerato “amico delle major”…poi ci sono state smentite e conferme più o meno ufficiali. Ora però salta fuori di nuovo questo discorso. Ormai non si capisce più nulla.
L’unica cosa certa è che questo processo, che sia una farsa o meno, ha fatto chiudere un sito che era la storia di Internet, del FileSharing e della libertà di condivisione.
Ma tanto ci sono altri 800miliardi di modi per condividere file, idee, contenuti, legali e non legali.
Riposa in pace, Baia dei Pirati, ma lunga vita al file sharing!
PS: mi scuso se sembrano frasi piantate lì senza un senso logico, prendendo a pugni la grammatica e la sintassi italiana. Ma sono cotto in questi giorni…
Finalmente anche le case discografiche si sono arrese ai lucchetti informatici. E’ notizia di ieri che la RIAA (Recording Industry Association of America), ovvero l’associazione delle major americane, si è resa conto che limitare l’utilizzo di file musicali che un acquirente aveva COMPRATO non ne vale la pena. Anzi, limita l’utilizzo della musica stessa, osservando che tutti i limiti digitali che avevano messo non hanno fatto altro che limitare il mercato.
E quindi han preso tutto quel malloppo chiamato DRM (link wikipedia) e l’ha buttato nel water, tirando l’acqua e chiedendo tante scuse.
Alleluja….ce ne han messo di tempo. Finalmente se ho voglia di spender un euro per acquistare un mp3 legalmente, lo posso ascoltare sull’ipod, sul pc, in autoradio, sul cellulare, senza diventar matto. O senza cercarlo sul negozio online chiamato Emule.
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–> Il sondaggio chiude mercoledì sera <–
~> Sabato pubblicazione del podio e dei risultati <~
Oggi sarebbe la giornata nazionale della protesta dei blogger contro la legge del signor Alfano per limitare la libertà dei giornalisti, sui limiti delle intercettazioni telefoniche, e robe varie.
Inizialmente volevo, nel mio piccolossimo, aderire alla protesta in qualità di blogger, e chiudere per un giorno mostrando il banner della protesta
Ma credo che sia la solita protesta di facciata che nessuno ascolterà, come qualsiasi protesta o rimostranza venga fatta contro una legge o un disegno di legge. E col silenzio non si va da nessuna parte.
Chi se la incula la politica ormai. E’ talmente una buffonata che anche chi è sempre stato A-Politico come il signor Grillo ormai vuole scendere in campo per sistemar le cose a modo suo (male, ovviamente)….bah…
E’ tutto un grosso baraccone.
E me ne frego del bavaglio. Mi fa schifo l’idea di cercare di censurare Internet, provo “schifo ribrezzo pietà misericordia (cit.)“. Ma sono anche consapevole che possiamo alzar la voce quanto vogliamo. Tanto fanno sempre quello che vogliono. Forse è meglio agire, e come sempre trovare soluzioni per scavallare questi regolamenti assurdi. E si sa come reagisce la Rete di solito….
Quindi fanculo al bavaglio, alla protesta, e vado avanti a sistemar le foto della festa di questo week end che è meglio
Intanto vi consiglio il parere sul Disinformatico, per capire un pò il punto di vista di chi non vuole aderire a questa manifestazione.
Presentata il 20 maggio e approdata nei giorni scorsi alla Ii Commissione Giustizia, la proposta è stata redatta dalla deputata leghista Carolina Lussana e si intitola: Nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale.
Nel testo, consultabile nella stesura integrale qui, Carolina Lussana prende spunto dalle indicazioni già esistenti in materia di dirittoall’oblio estendendone tuttavia i confini e gli obblighi per tutte le parti in causa.
Importante il primo articolo della proposta di legge: 1. Salvo che risulti il consenso scritto dell’interessato, non possono essere diffusi o mantenuti immagini e dati, anche giudiziari, che consentono, direttamente o indirettamente, l’identificazione della persona già indagata o imputata nell’ambito di un processo penale, sulle pagine internet liberamente accessibili dagli utenti o attraverso i motori di ricerca esterni al sito in cui tali immagini o dati sono contenuti, quando sono trascorsi:
a) tre anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per una contravvenzione;
b) cinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è inferiore a cinque anni di reclusione;
c) dieci anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a cinque anni di reclusione;
d) quindici anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a dieci anni di reclusione;
e) venticinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a venti anni di reclusione.
2. Le immagini e i dati di cui al comma 1 devono essere definitivamente rimossi e cancellati quando è trascorso un anno dal momento in cui è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere, se è stato pronunciato decreto di archiviazione o se è intervenuta sentenza definitiva di proscioglimento, anche a seguito di revisione.
Da quel che ho capito, e correggetemi se sbaglio, nel caso in cui qualcuno sia stato sottoposto a processo, ha il diritto di veder sparire da internet ogni riferimento al suo processo e alla sua eventuale condanna.E’ come se io sul mio blog non potessi più insultare…che so…quella feccia di Ciarrapico (primo nome di cacca che mi viene in mente) perchè sono obbligato a trattarlo coi guanti e a non citare i 200 mila processi che ha avuto sulle spalle. Quando invece, se solo potessi, lo butterei in un pozzo senza fondo.
Insomma, come sempre si vuole cercar di metter delle regole, a casaccio e senza alcuna logica, alla Libertà totale che caratterizza la Rete. Tentativi di bavagli e di censure che molto spesso non portano a nulla, grazie al cielo.
Spero solo di aver capito male questa proposta di legge (io, il legalese, mica lo capisco!)…. altrimenti bisogna sperare che qualcuno dei personaggi inutili che siedono a Roma accenda il cervello e faccia presente che quest’idea partorita dalla signora Lussana è un pò…per dirla alla Fantozzi…una cagata pazzesca.
In germania ho voluto sperimentare twitter, per tener aggiornato le (poche) persone che sanno della sua esistenza e che lo utilizzano. Volevo sperimentare questo così detto microblogging, anche se il blogging vero e proprio, i miei Pensieri Sparsi, per ora non me lo può toccare nessuno. Dopo qualche giorno di utilizzo (soprattutto dal nuovo nokia) posso stilare una brevissima lista di Pro e Contro.
Pro:
Se hai un dispositivo mobile (telefonino con wifi) è effettivamente comodo, a livello di interfaccia.Basta attaccarsi a una rete wifi e sei a posto. E se ti va di sfiga (e hai la Tre come il sottoscritto) aggiornare il proprio stato pesa meno di 20kb, e quindi non si paga (misteri della Tre).
E’ immediato e veloce come un sms. Scrivere ed aggiornare, mentre sei in viaggio, un blog come Pensieri Sparsi è possibile solo se hai un portatile, altrimenti è davvero proibitivo utilizzare un dispositivo mobile.
Contro:
Non è ancora diffuso in Italia, anche se pare che altrove stia avendo un boooooom di iscrizioni mica da ridere.
Tenere aggiornato un blog (questo), faccialibro e twitter è come avere un secondo lavoro….
Direi che vince a livello di Comodità. Viene invece rimandato a settembre a livello di Utilità.
Sinceramente, adesso non sento il bisogno di questo strumento. E’ lì, non mi costa nulla, poi vedrò se mi servirà “nel cazzeggio quotidiano”. Magari ogni tanto qualche cagata la scrivo anche, se dopo un pò mi accorgo che viene inutilizzato, elimino la barra qui a destra e “ciao ciao twitter”.
Ma soprattutto: qualcuno, mentre ero in germania, lo cagava?
Un paio di settimane fa ho fatto il “grande passo”. Visto che ormai il vecchio cellulare iniziava a perder colpi, ho puntato su Ebay alcune aste di cellulari semi nuovi (max 2 mesi di vita) e mi son portato a casa un nokia n 78.
Con un centiaio di euro di sconto rispetto al prezzo di negozio, e con 2 mesi di vita scarsi e un graffietto mini sul monitor, ho in tasca uno smart-phone con dentro davvero di tutto (Symbian, e quindi possibilità di installare programmi, wifi, lettore musicale, video,terminale internet, etc etc). Un ottimo palmare, con cui sperimentare e giochicchiare con la tecnologia odierna. Cosa che, come ben sapete, mi piace un bel pò.
Tra le mille cose che questo, davvero ottimo, telefonino rende disponibile è un ricevitore GPS integrato. Installando un navigatore come il garmin è quindi possibile farsi trasportare in giro per il mondo, guidato da una (fastidiosissima) voce femminile.
Ma se al GPS integrato ci aggiungete l’applicazione “Nokia Sports Tracker“, avrete la possibilità di registrare passo a passo ogni allenamento (a piedi, in bici, coi roller) che fate.
Misurazioni istantanee di posizione, tempi, velocità.
Disegno accurato del percorso effettuato, con la possibilità di registrare i dati ad ogni giro che si fa.
Spazio online per registrare e condividere i propri percorsi e i propri allenamenti.
Il tutto, ovviamente, gratuito.
Se quindi torni a casa dall’ufficio alla sera e ti infili ai piedi i tuoi RollerBlade preferiti, può capitare di registrare una cosa del genere
A cosa serve? Serve per poter sfogliare in maniera decente i fotoalbum di Facebook, i risultati delle ricerche su Google Image, i fotoalbum su Picasa web e, dulcis in fundo, i fotoalbum su Flickr. Maneggi le foto come Tom Cruise in Minority Report
Perchè lo segnalo? Perchè, per chi fosse interessato, mio fratello sta buttando su flickr le foto della settimana del crocifisso. Per ora ne ha messe su 2000, ma un piccolo inconveniente tecnico (in via di risoluzione mica tanto in via di risoluzione…gli si è fuso l’hard disk esterno con su ANNI di foto……) ha bloccato l’aggiormanento dei fotoalbum.
Il brutto di flickr è che è abbastanza scomodo da sfogliare: guardar 2000 foto vuol dire far 2000 click. Con Cooliris invece è tutto molto più semplice. Inutile dire che se ve lo consiglio, ci sarà un perchè
Apple blocca il progetto iPodHash
e finisce in un’aula di tribunale
L’azienda di Steve Jobs ottiene la rimozione del programma che consente – anche su Linux – di trasferire i file sugli iPod. Ma la storica associazione Electronic Frontier Foundation (Eff), che si batte per le libertà civili nel mondo digitale, porta in tribunale il colosso Usa
In soldoni: quando sganci 200 e passa euro per un Ipod sei obbligato ad utilizzare ITunes, altrimenti non te ne fai una favazza. Ovviamente itunes esiste per windows e per apple, ma non per linux. E se poi itunes mi fa cagare (cosa abbastanza comune, visto che è davvero un bel software di cacca) rimango con un fantastico fermacarte firmato Apple senza poter metter su musica. Il tutto perchè la apple utilizza un formato tutto suo per “nascondere” le canzoni. Non è un protocollo proprietario e non è manco un protocollo difficilissimo da intiure, tanto che, nel giro di poco tempo, la comunità opensource ha trovato il modo di emularlo e sono stati aggiornati tutti gli ipod manager liberi, come yamipod, amarok, rithbox, etc etc etc.
Ma ovviamente il “colosso” deve alzar la voce appena qualcuno gli calpesta l’erba del giardino, e dall’alto della sua inutile grandezza ha minacciato gli sviluppatori, chiedendo “gentilmente” di chiudere il progetto. Inutile dire che han risposto “fuffa!” e anzi, han denunciato Steve Jobs e compagnia. E’ abbastanza prevedibile come andrà a finire:
Il tutto finirà nella solita bolla di sapone, e nulla cambierà
Apple sfodera 500 avvocati, fa chiudere il progetto, e dopo 2 giorni ne nascono altri 10 alternativi.
Dal canto mio, vado avanti ad usare Amarok per gestire il mio bel Syd.
Due anni e mezzo di vita e ho utilizzato iTunes UNA volta (per comprare il cd dei subs).
BE FREE! Always!!!
PS: Stasera inizia il salone del vino a Castano…attenzione: chiude alle 23. Non so se sarò in giro però…
di GIANNI SPARTAUn velo di malinconia che si stende sullalba di un giorno dagosto: se nè andato il prof. Di notte, da solo, nel silenzio delle sue stelle: ha spento il microfono dal quale per 30 anni ha recitato le previsioni del tempo come fossero terzine della Commedia e ha reclinato il capo. Ha consegnato al Principale la contabilità immensa delle s […]